Brucella

Informazioni cliniche: la brucellosi è una zoonosi provocata da batteri gram-negativi del genere Brucella.
La WHO (Word Health Organization) ha inserito la Brucella nel gruppo delle patologie di rischio III. Nei cammelli e nei bovini sono state identificate diverse specie di Brucella, ad esempio Brucella abortus e melitensis. L’infezione da Brucella può essere trasmessa dall’animale all’essere umano attraverso il latte fresco o la carne cruda, diventando un grave problema per la salute nelle aree geografiche colpite. La brucellosi umana è considerata la zoonosi più diffusa, con 500.000 nuove infezioni all’anno. La trasmissione del patogeno può essere orale, ma anche venerea, congenita o perinatale. La perdita economica dovuta all’aborto spontaneo, alla diminuzione della produzione di latte, alla ridotta fertilità e alla trasmissione della malattia ad altre specie, tra cui l’uomo, è significativa.

Le infezioni nei bovini non destinati alla gestazione procedono generalmente in modo asintomatico, mentre nelle femmine gravide si osservano i seguenti sintomi o sequele: aborto tardivo, mantenimento della placenta, mastite subclinica, sterilità e, in rari casi, tendinite e infiammazione articolare. Gli esemplari maschi manifestano invece orchite ed epididimite.

I cammelli delle specie Camelus bactrianus e Camelus dromedariusare sono spesso soggetti ad infezioni da Brucella, soprattutto se vivono nelle vicinanze di ruminanti infetti, come bovini, ovini o caprini. Il contagio da Brucella avviene attraverso l’apparato respiratorio, il tratto intestinale, le membrane mucose e la pelle. Le infezioni dei cammelli da Brucella abortus determina l’insorgenza di sintomi clinici lievi, ad es. inappetenza, leggera zoppia provocata da artrite, e lacrimazione bilaterale. Orchite ed epididimite sono manifestazioni da Brucella abortus e Brucella melitensis. Sono stati inoltre osservati ritenzione placentare (retentio secundarium), placentite, infezioni del tratto urogenitale, aborto con mummificazione fetale e infertilità.

Diagnostica: una diagnosi affidabile può essere ottenuta solamente mediante la determinazione diretta di Brucella nei tessuti colpiti, ad es. nella placenta o nei linfonodi. Tuttavia, questa procedura è piuttosto complessa, e rappresenta inoltre un potenziale rischio di infezione per il personale di laboratorio. Per questo motivo, sono stati sviluppati diversi tipi di test sierologici per la rilevazione degli anticorpi anti Brucella, compresa la reazione di fissazione del complemento (RFC) e il test rosa bengala (RBT). Tuttavia l’esecuzione di queste analisi richiede molto tempo e presenta dei limiti per quanto riguarda la sensibilità e la standardizzazione. Il test RBT può essere utilizzato per monitorare la diffusione della malattia nelle regioni non ancora colpite da Brucella. L’Organizzazione mondiale della sanità animale OIE (“office internationals des Epizooties”) ha individuato diversi test sierologici per la diagnosi degli anticorpi bovini anti Brucella, compresi RFC ed RBT precedentemente menzionati, e anche il test ELISA. Le indicazioni del OIE sottolineano che un risultato positivo deve essere sempre verificato mediante un test di conferma. I test ELISA che si basano su un vasto spettro antigenico offrono una alta sensibilità e sono quindi adatti per lo screening.

Overview

MetodoSubstratoApplicazioneCodice
ELISA BovinoComponenti adattati di Brucella, nativoELISA IgG; alta sensibilità; primo test ELISA disponibile in commercio per lo screening e la rivelazione degli anticorpi anti-Brucella nei boviniEI 2189-9601 GB
ELISA CammelloComponenti adattati di Brucella, nativoELISA IgG; alta sensibilità; primo test ELISA disponibile in commercio per lo screening e la rivelazione degli anticorpi anti-Brucella nei cammelliEI 2189-9601 GK

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